Come costruire una molotov….dove siamo arrivati!
ottobre 17, 2008
Girando su youtube, come al solito, ho trovato tante cose assurde, interessanti, stupide, artistiche, perditempo ecc ecc….
Ma mai come questa volta sono rimasto al quanto deluso.
Al quanto deluso, dal tentativo di alcuni coetani falliti nell’uso del loro tempo libero.
Non sono un moralizzatore, non mi piace farlo, non voglio farlo e non sono nessuno per esserlo.
Ma ragazzi, io non ci posso credere.
Dove sono finiti i miei amici giovani che si riuniscono su in una mansarda a fumare qualche spinello ed ascoltare buona musica mentre parlano di questa società maledetta, che sporca ci inghiottisce, e mentre si cerca con discussioni e opinioni valide di trovare un modo, un’alternativa per aiutarla.
Dove sono finiti i miei amici giovani che si vanno a fare la partita di calcetto il giovedì sera, e che il sabato stanno ad ubriacarsi nelle discoteche.
Che ci crediate o no, i nostri amici, a quanto sembra, si divertono a fare molotov.
Su youtube ho trovato questo video, di cui avevo già sentito parlare, ma la cui storia non credevo.
A quanto sembra, nel video riportato, l’area utilizzata per la prova è sicura, e io non metto in discussione la maturità di questi ragazzi, sia ben chiaro. Forse sono abbastanza intelligenti da sapere come usarla, e da farlo solo sè sicuri loro e chi è vicino. Ma comunque, ricordo, che non tutti ne sono capaci, e che qualsiasi idiota potrebbe crearne una e farsela esploderla in mano, o peggio ancora, ferire qualche povero passante….quindi evitiamo di divulgare video di questo genere, per salvaguardare chi non capisce!
rastasmoker
VIDEO
Il popolo degli elfi
ottobre 8, 2008
A partire dagli anni Ottanta, l’Appennino pistoiese ospita una delle esperienze più originali del movimento comunitario italiano, si tratta del Popolo degli Elfi. Ad oggi vi sono oltre quindici nuclei, alcuni distanti anche un’ora di cammino a piedi. La maggior parte delle abitazioni è priva di elettricità e si pratica l’autosufficienza.
Gli elfi sono un popolo che appartiene alla mitologia Nordeuropea, la cui dimora erano i boschi. Un popolo amico del regno animale e vegetale.
L’insediamento in Italia
La comunità è situata nei pressi di Sambuca Pistoiese, ed è nata dall’occupazione di terre e ruderi abbandonati da decenni: si tratta di un vasto agglomerato composto da quattro piccoli villaggi e da altre quattordici coloniche raggiungibili solo a piedi. Le case non sono allacciate alla rete elettrica, il riscaldamento e la cucina vanno a legna e in tutto il villaggio non esiste un televisore.
Vivere in comunità
La vita comunitaria e la vita individuale, con spazi soggettivi, convivono armoniosamente.
Non vi sono obblighi partecipativi: ognuno è libero di coinvolgersi nelle attività sociali secondo la propria disponibilità e attitudini. Nella Comunità degli Elfi tutti sono necessari ma nessuno è indispensabile. Ognuno quindi contribuisce alla propria maniera e in osmosi con il gruppo alla vita del villaggio perché i valori importanti sono la conoscenza e la reciproca fiducia.
Il cibo e il lavoro
Vivono raccogliendo frutti ed erbe spontanee, coltivando ortaggi, cereali, castagne, olive e allevando alcuni capi di bestiame, il tutto esclusivamente per la loro sussistenza. I prodotti della terra e i raccolti vengono infatti ripartiti fra tutti i villaggi in base alle necessità. Il lavoro è manuale e di gruppo, oltre alle coltivazioni si lavora all’autoristrutturazione di diverse case in pietra abbandonate da oltre venti anni e per la maggior parte semidiroccate.
Economia
C’è una cassa comune per soddisfare i bisogni complessivi di tutti i villaggi e per acquistare alimenti e beni che non producono; una cassa collettiva per le spese spicciole di ogni villaggio ed una cassa individuale per soddisfare le esigenze dei singoli. Ognuno dà in base alla propria possibilità e coscienza e questo sistema funziona perché il principio ispiratore è la condivisione.
Istruzione
L’istruzione avviene attraverso una scuola autogestita che si avvale anche della collaborazione di due insegnanti ausiliarie esterne alla comunità. La scuola è supportata, anche se in maniera diversa, da tutti i villaggi. È stato avviato anche un progetto di bioedilizia per la ricostruzione di una struttura destinata ad ospitare la futura scuola (la destinazione ufficiale è un centro culturale polivalente) che verrà riconosciuta come scuola sussidiaria dal Comune e dalla Direzione Didattica di competenza. È partita quindi una collaborazione con i predetti organismi per una scuola a metà: metà tempo in autogestione e metà nella scuola pubblica. Una scelta effettuata per mantenere aperta la scuola del paese e per favorire lo scambio e la socializzazione dei bambini che abitano nella comunità con i coetanei esterni al villaggio.
La festa dei raccolti
Le feste nella comunità sono periodiche e vengono effettuate in occasione delle semine e dei raccolti principali (cereali, patate, castagne, olive), alle quali partecipa un gran numero di persone grazie alla notevole capacità ricettiva dei diversi villaggi. 100 – 120 posti in tutto. Per andarli a trovare non è necessaria la prenotazione: basta buona volontà e spirito di adattamento!
SCHEDA
Anno di fondazione: 1980
Residenti: 150
Economia: privata. Disponibilità ad ospitare e a inserire nuovi residenti.
Aderente alla Rive
Catturare un pitone con le mani…anzi con i piedi!
ottobre 6, 2008
Catturare un pitone con la gamba
Se cliccate sul link, potrete osservare la tecnica utilizzata nei paesi del terzo mondo per catturare i pitoni.
L’uomo che si adatta all’ambiente e che per sopravvivere riesce ad inventarsi qualsiasi cosa…